L’esposizione. Oggi, 24 novembre, alla Sala Manzù l’inaugurazione della mostra «Servus inutilis» sullo statista e le sue parole. L’Associazione Giovani Idee: «Simbolo di pace e unità. In città venerdì cento studenti europei per i nostri 20 anni»
VINCENZO GUERCIO
Ricordare Alcide De Gasperi per avanzare e difendere l’ideale di un’ Europa unita, solidale, forte, coesa, fondata su valori di Pace e cooperazione, in una stagione in cui questi valori sono terribilmente vulnerati, calpestati, messi in discussione, e la costruzione europea mostra tutti i suoi limiti e difficoltà.
È con questi fini, dentro questa tensione ideale e valoriale che l’Associazione Giovani Idee porta a Bergamo la mostra <<Servus inutilis. Alcide De Gasperi e la politica come servizio», alla Sala Manzù (via Camozzi, passaggio via Gennaro Sora, Bergamo).
L’inaugurazione oggi, alle 18, con interventi dell’onorevole Paolo Alli, segretario generale della Fondazione De Gasperi di Roma, alla quale si deve l’allestimento, e della sindaca Elena Carnevali.
L’esposizione è visitabile sino al 30 novembre, dalle 15 alle 18 (visite guidate su appuntamento: info@giovanidee.it). «Quest’anno celebriamo i vent’anni di attività della nostra Associazione», spiega Gianpietro Benigni, coordinatore delle celebrazioni per il ventennale e motore, dai suoi albori, del sodalizio. «In questi anni ci siamo espansi, raggiungendo una dimensione internazionale. Per le celebrazioni del ventennale abbiamo scelto tre sedi: una è Bergamo, dove l’Associazione è nata. Qui gli eventi saranno il 28 e 29 novembre. Poi Vittoria, in provincia di Ragusa, dove il nostro gruppo si è esteso ed è nata l’Associazione Giovani Idee del Mediterraneo. Il mese scorso, infine, abbiamo portato i festeggiamenti in Polonia, a Cracovia e Varsavia. Giovani Idee si è legata all’Associazione Schuman di Varsavia, il cui presidente, Piotr Nowina-Konopka, ex ambasciatore polacco presso la Santa Sede, purtroppo mancato a giugno, aveva un forte legame con noi».
Una alleanza radicata in un comune patrimonio ideale: «rivolgendosi soprattutto ai giovani, coltivare i valori dell’Europa, evidenziandone l’importanza». Conformemente a questa visione transnazionale, <<«la nostra Associazione per tre anni consecutivi ha partecipato alla Parata Schumana, raduno internazionale di giovani che si tiene a Varsavia il 9 maggio, giornata dell’Europa».
Particolarmente doloroso, e significativo insieme, ricordare che, nel 2014, alla Parata abbia partecipato nutrita rappresentanza di giovani ucraini, tutti orgogliosamente, gioiosamente in giallo e blu.
«Abbiamo dunque ritenuto importante inserire nelle celebrazioni il tema dell’Europa, facendo riferimento a uno dei padri fondatori, De Gasperi, in collaborazione con la Fondazione intitolata ad altro padre fondatore dell’Europa, Robert Schuman».
Tra i materiali esposti, infatti, c’è anche una sezione dedicata alla Fondazione Schuman di Varsavia e all’attività e figura di Konopka. «I nostri motivi guida sono soprattutto l’Europa, la pace, la collaborazione fra i popoli europei. Visto che, nell’occasione, ospiteremo qui a Bergamo cento studenti provenienti da diversi Paesi europei, ci sembrava molto bello presentare loro questa mostra su De Gasperi, in collaborazione con la Fondazione Meeting di Rimini, dove è stata presentata l’anno scorso, per poi toccare diverse città. Un segnale forte della nostra mission».
I giovani «arriveranno a Bergamo venerdì, 28 novembre. Sabato mattina alle dieci saranno ricevuti in Provincia. Poi, in corteo, con la fanfara Città dei Mille, percorreremo il centro della città con le bandiere dell’Europa e quelle dei loro Paesi. Poi ci trasferiremo in Comune per il saluto della sindaca. Al pomeriggio alle 17 tutti i giovani ospiti si raduneranno al Teatro Sociale per assistere a uno spettacolo dove si racconterà la storia di vent’anni di Giovani Idee: esibizioni canore, di danza e recitazione da parte di diverse scuole italiane e europee. Saremo accompagnati dai giovani dell’orchestra “Gianandrea Gavazzeni” diretta dal maestro Antonio Brena. Ascolteremo la testimonianza di alcuni ex studenti, oggi adulti, che racconteranno la loro esperienza con Giovani Idee, i loro successi professionali, la posizione oggi acquisita. Molti hanno fatto carriere internazionali, toccando tematiche sviluppate a suo tempo come studenti».
A curare, per conto di Giovani Idee, l’allestimento bergamasco della mostra, ed i rapporti con la Fondazione De Gasperi, Daniele Pinotti: «L’esposizione parla del De Gasperi uomo e statista, con particolare riferimento al suo impegno per la Pace, e al suo progetto europeo», perseguito con tanta dedizione e convinzione.
Un esempio tanto più memorabile, una «figura tanto più attuale», in un momento in cui «certi valori di libertà e di pace sembrano essere messi in crisi in diverse parti del mondo».
A un anno dal settantesimo dalla morte, in occasione del quale la mostra è stata realizzata, in uno scenario internazionale così compromesso, De Gasperi «resta un modello virtuoso di politica estera, costruttore dei due pilastri, europeismo e atlantismo, che ancora oggi reggono la nostra posizione internazionale».
Altra cosa «interessante», su cui la mostra pone l’accento, sono «le prime riforme portate avanti dal governo De Gasperi, come la riforma Vanoni sulla progressività delle imposte, l’istituzione dell’Eni, l’avvio del piano Ina case, la riforma agraria». Riforme che, tutte, «rappresentano l’attuazione dei principi della Costituzione». Iniziative «coraggiose, in un’Italia che veniva dal totalitarismo, vòlte a modificare profondamente il Paese, in chiave democratica e costituzionale».
L’esposizione, infine, si fonda su un «mosaico di testimonianze»: scritti e dichiarazioni dello statista e, insieme, di chi lo ha conosciuto. L’ordine non è cronologico, ma procede per sezioni tematiche.
Il titolo, «servus inutilis», viene da una lettera all’amico Giovanni Ciccolini, da Roma, datata 7 gennaio 1928, dello stesso De Gasperi, che, causa l’avvento del fascismo, da segretario del Partito Popolare Italiano, è costretto alla più oscura funzione di bibliotecario presso la Santa Sede: «Ben t’accorgi da queste mie domande […] quanto mi pesi l’umiliazione di confessarmi servus inutilis». Nell’«uomo d’azione», però, quale non può rinunciare ad essere, e come il futuro ben più largamente dimostrerà, «l’ultimo a spegnersi è l’orgoglio di fare».




